Collalto Sabino - La sua storia
Ultimo aggiornamento: 22 giugno 2026, 17:42
I confini tra Stato Pontificio e Regnum Siciliae, attorno ai primi decenni del secolo XII, venne edificata una Rocca di guardia, che si trasformò con il tempo nel castello di Collalto, uno dei centri più dinamici della media Valle del Turano. Collalto, a seguito di varie vicissitudini, divenne feudo sotto la giurisdizione imperiale all’interno dello Stato pontificio: una sorta di enclave a cavallo tra regno di Sicilia e Stato della Chiesa che rimase tale anche sotto i re angioini subentrati agli svevi. Nel 1529 re Carlo V investì della baronia di Collealto Antonello Savelli del ramo di Albano, figlio di Antimo, concedendogli alcuni tra quei castelli che nel 1490 furono confermati a Giovanni Roberto, figlio del ribelle Giovanni Battista de Collealto. Poi dai Savelli la baronia venne venduta al banchiere fiorentino Roberto Strozzi(1515-1566), il quale morì prematuramente e la vedova Maddalena dè Medici la rivendette al barone Soderini. Proprio per la sua peculiarità Collalto fu, per diversi secoli, il centro amministrativo politico e militare della baronia dove esisteva una Corte baronale nel palazzetto del Governatore generale, un Vice Governatore, il Fattore o Ministro che si occupava, per il barone, degli aspetti economici, uno o più notai, il Cancelliere, il Balio, il Barigello, il Castellano, il Comandante dei militi di guardia alla fortezza con la sua parentela stretta, l’arciprete, il cappellano e l’economo. L’ultimo dei grandi personaggi toscani ad acquistare la baronia fu il cardinale Francesco Barberini nel maggio del 1641; la sua famiglia mantenne la proprietà fino al 1858, anno in cui venne venduta ad un pseudo conte ungherese Prendowskji Corvin che trasformò il castello in stile viennese, facendo costruire sulle torrette dai fantasiosi tetti a guglia in stile orientaleggiante. Ogni proprietario fece fare restauri secondo le proprie esigenze, snaturandone per sempre l’aspetto originale.
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